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Costi e opportunità di finanziamento per i tuoi studi

Studiare in Italia potrebbe sembrare costoso, dato l’alto livello dei centri di istruzione e la grande varietà dell’offerta formativa. Invece, le tasse di iscrizione e il costo della vita sono in genere moderati se confrontati con la media in Europa, tranne che nelle grandi città, come Roma. Fortunatamente, sono previste forme di supporto finanziario, molte delle quali aperte anche agli studenti stranieri. Se sei uno studente italiano, però, le opportunità di sostegno pubblico di cui puoi avvalerti sono sicuramente più numerose.
Studying without financial problems in Italy
Costi e opportunità di finanziamento per i tuoi studi

Studiare in Italia costa meno che negli Stati Uniti o nel Regno Unito, ma le cifre da mettere in conto non sono banali: tra tasse, alloggio, vitto e trasporti un anno accademico può richiedere dai 6.000 ai 15.000 € a seconda della città e della sistemazione. Questa guida raccoglie in un unico posto quello che ti serve sapere: come è organizzato il sistema universitario italiano, quanto pagherai davvero di tasse, quali borse di studio, prestiti e lavori part-time puoi usare per coprire i costi.

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Il sistema universitario italiano

Il sistema è organizzato secondo il processo di Bologna e articolato su tre livelli: Laurea triennale (3 anni, 180 CFU), Laurea magistrale (2 anni, 120 CFU, per un totale di 300 CFU) e Dottorato di ricerca. Alcuni percorsi sono a ciclo unico e non prevedono la struttura 3+2: Medicina e Chirurgia (6 anni), Odontoiatria (6 anni), Medicina Veterinaria (5 anni), Farmacia, Chimica e Tecnologie Farmaceutiche (CTF, 5 anni con 6 mesi di tirocinio obbligatorio), Architettura/Ingegneria edile-architettura, Giurisprudenza (5 anni) e Scienze della Formazione Primaria (5 anni).

Il ministero competente è il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), nato nel gennaio 2020 dalla scissione dell’ex MIUR in Ministero dell’Istruzione e Ministero dell’Università e della Ricerca. Dall’ottobre 2022 la ministra è Anna Maria Bernini. L’attuale anno accademico è il 2026-2027.

Quante e quali università

In Italia operano circa 97 istituzioni universitarie riconosciute: 67 statali, 19 non statali legalmente riconosciute e 11 telematiche non statali. Le università statali coprono quasi tutte le regioni (fa eccezione la Valle d’Aosta) e godono del sostegno economico dello Stato, che finanzia la maggior parte del loro bilancio.

Accanto agli atenei generalisti esistono istituti specializzati:

  • Politecnici: Ancona, Bari, Milano e Torino, dedicati a ingegneria e architettura.
  • Università per Stranieri: Perugia e Siena, fondate all’inizio del Novecento per l’insegnamento della lingua e della cultura italiana.
  • Scuole di alta formazione universitaria: istituti concentrati su dottorati e master. Tre di questi hanno lo status di università a tutti gli effetti; gli altri operano in convenzione con atenei riconosciuti e sono identificati come Scuole di Eccellenza.
  • Altre specializzazioni: L’Orientale di Napoli per le lingue extraeuropee, Roma Foro Italico per le scienze motorie.

Nel ranking Censis 2026 dei mega-atenei (oltre 40.000 iscritti) guida Padova, seguita da Bologna (87,8 punti) e Sapienza di Roma (86,0), poi Pisa (85,5), Statale di Milano (85,3) e Firenze (84). Per numero di iscritti la Sapienza di Roma resta la più grande (circa 112.000 studenti), davanti a Bologna (~92.000), Federico II di Napoli (~80.000), Torino (~80.000), Statale di Milano (~66.000), Padova (~65.000) e Politecnico di Milano (~48.000).

Aree formative

Le università italiane coprono tutti gli ambiti disciplinari. L’Italia è particolarmente riconosciuta in Ingegneria, Giurisprudenza, Economia, Arte e Architettura, ma i corsi coprono l’intero spettro che troveresti in qualsiasi ateneo europeo.

Area sanitaria

Dentista, farmacista, medico o infermiere: se ti interessa la cura della persona, questa è l’area da scegliere.

Area umanistica

Lettere e Filosofia formano chi vuole lavorare nel settore della moda, dello spettacolo, della cultura o della traduzione. È qui che studi le lingue classiche per diventare linguista o traduttore.

Area scientifica

Scienze pure e applicate, dall’agricoltura agli studi ambientali fino alla statistica.

Area sociale

Prepara a incarichi amministrativi in settori diversi, ma comprende anche gestione d’impresa, diritto, economia, scienze dell’educazione, scienze motorie, turismo, relazioni internazionali e servizio sociale.

Ingegneria e architettura

Per diventare ingegnere civile o industriale, architetto o esperto di pianificazione urbana, meccanica o elettronica.

Requisiti di ammissione

Per la laurea triennale serve il diploma di scuola media superiore. Per la laurea magistrale serve la triennale (o una certificazione equivalente). Per il dottorato di ricerca serve la laurea magistrale/specialistica e l’ammissione avviene tramite concorso, anche internazionale. La durata minima del dottorato è di 3 anni a tempo pieno e si conclude con la discussione di una tesi originale. I Dottorati di ricerca di Interesse Nazionale (DIN) uniscono più università ed enti di ricerca in un unico programma.

Chi arriva all’università e con quali risultati

Nel 2026 il 64,8% dei diplomati italiani prosegue all’università, un massimo storico per il tasso di passaggio. È un salto notevole rispetto al 2014, quando la quota di ingresso OCSE era del 44% contro una media OCSE del 68%. Il divario però non è chiuso: nella fascia 25-34 anni la quota di laureati in Italia è del 30,6% (ISTAT 2023) o del 31,6% secondo ANVUR, contro una media UE del 44,1% e OCSE del 48,4%. Le donne si laureano più spesso e con risultati migliori degli uomini, che restano invece prevalenti nelle discipline STEM. Nella fascia 25-34 anni il 16% dei maschi e il 25% delle femmine risulta iscritto all’università. La disuguaglianza sociale pesa: solo il 46% dei giovani da famiglie svantaggiate vuole studiare, contro il 67,1% dei coetanei privilegiati.

L’Italia investe in istruzione il 3,9% del PIL (dato OCSE Education at a Glance 2025), sotto la media OCSE del 4,7%. Lo Stato centrale copre il 94,2% della spesa totale per istruzione. Nel confronto OCSE l’Italia figura tra gli ultimi Paesi per spesa pubblica in istruzione, in particolare per il livello terziario.

Finanziamenti aggiunti di recente per i tuoi studi in Italia

Istituzione Scholarship Ammonto
Luigi Bocconi University (Milan/Italy) Luigi Bocconi University (Milan/Italy) - Facilitations on contribution
Luigi Bocconi University (Milan/Italy) Luigi Bocconi University (Milan/Italy) - Degree prizes "PAOLO PRIOLI" 2.500 €
Luigi Bocconi University (Milan/Italy) Luigi Bocconi University (Milan/Italy) - Facilitations on contribution
Luigi Bocconi University (Milan/Italy) Luigi Bocconi University (Milan/Italy) - Degree prizes "FONDAZIONE ACHILLE E GIULIA BOROLI" 3.000 €
Luigi Bocconi University (Milan/Italy) Luigi Bocconi University (Milan/Italy) - Bocconi Graduate Merit Awards

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Tasse di iscrizione

I costi di formazione in Italia sono più contenuti di quelli di Stati Uniti e Regno Unito. Le pratiche relative alle tasse sono gestite dagli enti regionali per il DSU (Diritto allo Studio Universitario). La legge (DPR 306/1997) fissa il tetto: i contributi degli studenti non possono superare il 20% del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) statale, quindi il grosso del costo lo copre lo Stato.

Nelle università pubbliche le tasse annuali per la laurea triennale sono generalmente calcolate come il 7% della differenza tra l’ISEE dello studente e 13.000 €. Chi ha un ISEE sotto i 13.000 € rientra nella cosiddetta No Tax Area e non paga tasse; il pagamento avviene in quattro rate. Come ordine di grandezza, l’importo annuo oscilla tra 850 e 1.000 € per le lauree di primo livello e tra 1.000 e 1.400 € per le magistrali, molto meno dei 5.000-8.500 € richiesti in alcuni Paesi. Un esempio concreto: alla Statale di Milano per il 2026/27 la prima rata è di 146 € (130 € di tassa regionale per il diritto allo studio + 16 € di bollo), uguale per tutti gli iscritti a laurea e laurea magistrale, con possibili esoneri parziali o totali per chi rientra nei requisiti di legge.

Attenzione alle scadenze: a Pisa, ad esempio, chi si immatricola o si iscrive dopo il 30 settembre 2026 paga una mora di 50 € (tra il 1° ottobre e il 2 novembre) o 100 € (tra il 3 e il 30 novembre); gli studenti internazionali con visto possono chiedere la riduzione dei contributi entro il 31 dicembre 2026 senza mora.

Le università private applicano rette che partono da circa 3.500 €/anno e possono superare i 20.000 € per corsi internazionali, master specializzati o doppi titoli. Alla John Cabot University di Roma, gli studenti residenti in Italia da almeno due anni ottengono uno sconto del 40% sulla retta (Italian Development Initiative) per il semestre autunnale 2026, e il JCU Assistance Grant arriva fino a 4.000 €/anno per chi ha un ISEE ≤ 50.000 €.

Finanziamenti per un semestre o un anno all'estero

Istituzione Scholarship Ammonto
Eurocentres Eurocentres - Be different! Scholarship 4.000 €
Eurocentres Eurocentres - Scholarship for offbeat student jobs 4.000 €
University of Siena (Siena/Italy) - Department of Information Engineering and Mathematical Sciences University of Siena (Siena/Italy) - Department of Information Engineering and Mathematical Sciences - Alessandro Zamboni Award 83 €
Academy of Fine Arts of Palermo (Palermo/Italy) Academy of Fine Arts of Palermo (Palermo/Italy) - Student Mobility for Placement (SMP) 500 €
Government of the Czech Republic-Ministry of Education, Youth and Sport Government of the Czech Republic-Ministry of Education, Youth and Sport - Scholarships for foreign students 380 €

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Costo della vita

Le università italiane raramente hanno dormitori interni, ma spesso offrono alloggi nelle case dello studente. L’assegnazione è gestita dal DSU (o dall’ufficio equivalente) tramite graduatoria basata su reddito e merito. Chi rientra in graduatoria può ricevere un contributo alloggio fino a circa 350 € al mese, utile anche per coprire trasporti e piccole spese accessorie. Lo stesso vale nelle sedi senza alloggi propri: viene erogato un contributo per l’affitto sul mercato privato.

Chi cerca casa in autonomia deve mettere in conto tra 300 e 1.000 € al mese. Nel secondo trimestre 2026 il canone medio per una stanza singola arredata è di 620 € a Bologna (-4,6%), 630 € a Roma (-3,1%), 540 € a Torino (+3,8%, il mercato più economico del gruppo), con Milano e Firenze stabili sui livelli più alti (spesso oltre i 700-800 €). Come regola generale il costo della vita è più alto nelle grandi città che nelle aree periferiche, e più alto al Nord che al Sud.

I vincitori di borsa di studio DSU hanno accesso gratuito alla mensa; per gli altri il prezzo è comunque agevolato. In Toscana, per esempio, il bando DSU 2026/27 prevede vitto gratuito per tutti i vincitori, alloggio gratuito per i vincitori fuori sede e un canone calmierato di 250 €/mese per gli idonei non vincitori; tutti sono comunque esonerati dalla tassa regionale DSU.

Gli studenti extra-UE devono ottenere il permesso di soggiorno per vivere in Italia.

Assistenza sanitaria

Gli studenti UE usano la Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM) per le cure necessarie durante il soggiorno, oppure possono iscriversi al Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Gli studenti extra-UE devono stipulare un’assicurazione sanitaria privata oppure iscriversi al SSN: la copertura è un requisito per ottenere il permesso di soggiorno. Prima di partire conviene contattare l’ambasciata italiana nel proprio Paese per verificare gli adempimenti specifici e l’ambito di copertura offerto dalle compagnie di assicurazione.

Come finanziare gli studi

Il sostegno pubblico

Poiché oltre l’80% delle istituzioni universitarie è pubblico, esistono molte forme di finanziamento: borse di studio, assegni, esoneri dalle tasse. Nella grande maggioranza dei casi gli aiuti disponibili per gli studenti internazionali sono gli stessi previsti per quelli italiani. Puoi accedere sia a strumenti pubblici sia a fondi privati.

Diritto allo Studio Universitario (DSU)

Il DSU garantisce a studenti idonei con reddito basso l’iscrizione gratuita e un sostegno economico. È gestito dalle Regioni tramite gli enti regionali (ER.GO in Emilia-Romagna, DiSCo nel Lazio, ADISU, ESU, LAZIODISCO, EDISU in Piemonte e altri) sotto la supervisione del MUR. Il criterio principale è l’ISEE Università; dal secondo anno in poi si aggiunge un requisito di merito (crediti minimi). Le borse DSU sono aperte a studenti UE ed extra-UE, iscritti a triennale, magistrale, ciclo unico o dottorato. In Emilia-Romagna, per il bando 2026/27 ER.GO prevede una borsa incentivante fino a 500 €/anno (valore mensile 45,45 €). Per l’anno accademico 2025/2026 il PNRR ha stanziato risorse aggiuntive per le borse regionali, ripartite tra le Regioni con decreto pubblicato il 22 dicembre 2025 previa intesa della Conferenza delle Regioni.

Chi ottiene la borsa regionale accede in genere anche a mensa gratuita, tariffe agevolate per centri sportivi e altre strutture, e priorità per l’alloggio.

Borse di studio del Governo

Il Governo offre borse di studio a studenti internazionali per progetti di studio e ricerca all’interno del sistema educativo italiano, sia per la triennale sia per la magistrale sia per il post-lauream (compresi ITS, corsi d’arte e di musica). Il MAECI (Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale) pubblica il bando annuale (base giuridica Legge 288/55) rivolto a studenti stranieri e a italiani residenti all’estero (IRE): per l’anno accademico 2026-2027 le domande online si chiudono il 26 marzo 2026. La borsa copre le tasse di studio e prevede una mensilità.

Le condizioni per accedere a una borsa cambiano da ateneo ad ateneo. Se le lezioni sono in italiano, di solito è richiesto un livello di conoscenza almeno pari al B2 del quadro europeo; per i corsi in inglese basta di norma un livello A2 o superiore.

Borse di dottorato

La borsa base per il dottorato, fissata dal MUR, è di 16.243 € lordi/anno (circa 1.354 € lordi/mese), esente IRPEF ma soggetta ai contributi INPS al 9,19%: al netto restano circa 1.120-1.180 €/mese. Dal 42° ciclo (anno accademico 2026-2027) l’importo varia in base al corso, tra 18.345 e 25.200 € lordi/anno. Per soggiorni di ricerca all’estero è previsto un +50% di maggiorazione, e il budget di ricerca personale è pari al 10% della borsa (20% in casi specifici). I dottorati innovativi PNRR durano 3 anni, includono la cooperazione con imprese e prevedono la stessa maggiorazione del 50% per mobilità estera fino a 12 mesi.

Alcuni esempi di costo pieno annuo di una borsa: alla Sapienza di Roma, secondo il DM 247/2022, si arriva a 22.692,95 € totali (16.243 € di borsa + 3.792,74 € di INPS al 23,35% + 1.032,91 € di contributo funzionamento + 1.624,30 € di budget ricerca al 10%). All’Università di Pavia l’importo per il 2026/2027 è di 21.660,53 €/anno inclusivi di almeno il 10% di budget di ricerca.

Fra le borse specializzate spicca la ICGEB Arturo Falaschi PhD Fellowship: 1.500 €/mese nella sede di Trieste (US$ 1.122 a Nuova Delhi, ZAR 16.500 a Città del Capo), richiede la conoscenza dell’inglese, non richiede il B2 di italiano e non ha limiti d’età.

Sovvenzioni e aiuti economici

Sovvenzioni e aiuti economici a fondo perduto sono assegnati a chi dimostra un reale bisogno, sia da parte dello Stato sia da parte di organizzazioni non-profit. Alcuni esempi:

  • La John Cabot University offre borse di aiuto economico agli studenti in difficoltà (JCU Assistance Grant, fino a 4.000 €/anno).
  • L’Università di Bologna mette a disposizione assegni di studio.
  • La Borsa di studio del Collegio Internazionale Ca’ Foscari è offerta a studenti iscritti al primo anno e copre in tutto o in parte l’alloggio nella residenza universitaria.
  • L’Università di Milano finanzia progetti di tesi di laurea con borse dedicate.
  • EduItalia offre borse per chi vuole imparare l’italiano per diventare traduttore o insegnante di italiano come lingua seconda.
  • Il Campus L’Infinito a Recanati offre borse di studio parziali.
  • La Sons of Italy Foundation (SIF/OSDIA) finanzia studenti italo-americani con cittadinanza o green card USA e almeno un nonno di origine italiana; la finestra di candidatura corre dal 13 ottobre 2025 al 27 febbraio 2026 (ore 17:00), con quota di 35 $.
  • La Fondazione Bogliasco sostiene chi lavora nel campo delle scienze umane e delle arti, con l’obiettivo di offrire un’esperienza in un ambiente internazionale e multiculturale.
  • La European Cultural Foundation finanzia numerose borse orientate a ridurre il divario culturale tra i Paesi europei e a promuovere gli scambi e la reciproca conoscenza.

Le Guide dello Studente pubblicate a inizio anno accademico da ogni ateneo sono la fonte migliore per orientarsi tra bandi e opportunità. I criteri di assegnazione combinano di norma situazione economica (ISEE) e merito accademico (media dei voti o CFU acquisiti), ma alcuni bandi usano criteri specifici come religione, nazionalità o disciplina di studio.

Erasmus+

Se pensi di svolgere parte del percorso all’estero, Erasmus+ è lo strumento standard. Dal 1987 vi hanno partecipato oltre 13 milioni di persone. L’importo mensile dipende dal Paese di destinazione:

  • Gruppo 1 (Paesi ad alto costo: Danimarca, Finlandia, Islanda, Irlanda, Liechtenstein, Lussemburgo, Norvegia, Svezia): 490-600 €/mese per studio, 640-750 €/mese per tirocinio.
  • Gruppo 2 (Paesi a costo medio: Austria, Belgio, Cipro, Francia, Germania, Grecia, Italia, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna): 420-540 €/mese per studio, 570-690 €/mese per tirocinio.
  • Gruppo 3 (Paesi a basso costo: Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Macedonia del Nord, Polonia, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Turchia): 330-490 €/mese per studio, 480-640 €/mese per tirocinio.

Esistono maggiorazioni: +250 €/mese per studenti con fewer opportunities, +100-250 €/mese per studenti a basso reddito su criteri sociali, e un contributo Green Travel forfetario di 50 € più fino a 4 giorni di viaggio aggiuntivi. L’erogazione è divisa in due tranche: 70-80% prima della partenza, 20-30% dopo il rapporto finale.

Prestiti agli studenti

Per chi non riesce a coprire tutti i costi con borse e lavoro, esistono prestiti pensati per gli studenti. Le condizioni cambiano di frequente, quindi verifica sempre i tassi aggiornati prima di firmare.

  • Fondo Studio (CONSAP): prestito con garanzia statale per studenti idonei tra i 18 e i 40 anni, valido per laurea, magistrale, specializzazione, dottorato, corsi di lingua e ITS Academy.
  • Per Merito di Intesa Sanpaolo e Ad Honorem di UniCredit: prestiti dedicati agli universitari, iscritti a corsi di laurea, master o post-diploma, anche all’estero. Fino a 25.000 € per chi conduce progetti di ricerca a livello di dottorato, tramite convenzioni tra atenei e banche.
  • Prestiti personali generalisti come Findomestic (fino a 100.000 €; esempio: 16.000 € in 96 rate da 223 €/mese, TAEG fisso 7,87%, TAN fisso 7,60%, totale 21.408 €; offerta valida 01.07-03.09.2026) o Prestiamoci (da 1.500 a 30.000 €, durata 12-84 mesi, TAEG massimo 18,06%, TAN 11,55% solo per la classe di rischio più alta).
  • Il Global Student Loan Fund è un’ulteriore fonte cui gli studenti internazionali possono rivolgersi.

Lavoro studentesco

Molte università offrono le cosiddette collaborazioni studentesche 150 ore: prestazioni interne part-time retribuite, fino a 150 ore per anno accademico (o distribuite su tre anni, circa 50 ore/anno). I posti vengono assegnati per graduatoria in base al rendimento e in genere hanno la priorità gli studenti che non percepiscono borsa DSU. Le mansioni tipiche sono assistente di biblioteca o di segreteria.

Chi proviene da un Paese UE non ha bisogno di alcun permesso di lavoro. Per gli studenti extra-UE con permesso di soggiorno per motivi di studio ci sono limiti precisi: massimo 20 ore settimanali durante i corsi, cumulabili fino a un tetto di 1.040 ore/anno (art. 14 c. 4 DPR 394/99). Non si può lavorare a tempo pieno durante le vacanze né svolgere attività libero-professionali.

Pagati dai 5 ai 15 € l’ora, i lavori part-time non bastano a coprire l’iscrizione a un ateneo italiano, ma aiutano su spese come pasti, utenze e piccoli svaghi. Fuori dall’università si trovano opportunità nei settori IT e media, nei call center o alle fiere campionarie.